Cos’è un conto deposito

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Ecco la guida per conoscere cos’è un conto deposito!

Italiani, da sempre un popolo di grandi risparmiatori e, inevitabilmente, oggi ancor di più.

La difficile situazione in cui versa l’Italia a livello sanitario ed economico, l’incertezza occupazionale e le restrizioni vigenti hanno spinto molti italiani ad accantonare maggiori somme di denaro.

L’Associazione Bancaria Italiana riporta che i depositi di conto corrente sono aumentati nell’ultimo anno dell’8%. E’ una crescita in termini numerici di 125 miliardi di euro.

Parallelamente, le banche hanno cominciato ad allargare le proprie proposte a possibilità di investimento diverse dal deposito in conto corrente. In questa direzione, il Conto Deposito sembra aver suscitato nei risparmiatori un particolare interesse.

Conto deposito: cos’è

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Il conto deposito è uno strumento finanziario che permette di impiegare il proprio denaro a basso rischio ottenendo, comunque, una buona remunerazione di interessi.

Uno dei migliori conti deposito che utilizzo anche è Fca Bank, ti consiglio di leggere la nostra recensione per scoprire di più su questo conto deposito.

Dal punto di vista pratico, consiste nel depositare una cifra, vincolandola o meno, presso la banca con cui abbiamo sottoscritto il contratto. La banca si impegnerà, per ricompensarci, al pagamento di un interesse (al tasso pattuito) e alla restituzione del capitale a scadenza.

È un prodotto semplice e sicuro: non dipende dall’andamento dei mercati e i fondi impiegati sono assicurati, in caso di fallimento dell’intermediario, dal Fondo Interbancario di Tutela dei depositi fino a 100.000€.

Presenta alcune differenze rispetto al conto corrente tradizionale poiché non consente di compiere operazioni quali versamenti, bonifici, prelievi.

La funzionalità del conto corrente comune è la gestione della liquidità. Di contro, quella del conto deposito è la maturazione di interessi legati alla custodia del capitale da parte della banca.

Generalmente i costi di apertura, gestione e chiusura sono nulli ma, per la sottoscrizione di un conto deposito, è necessario un conto corrente di appoggio, non obbligatoriamente acceso presso la medesima banca, dal quale compiere i versamenti e nel quale avverrà la liquidazione del capitale a scadenza del contratto.

In base ai differenti modelli di offerta e a seconda delle “politiche” fissate dalle singole banche potrebbe venire richiesto un capitale minimo per l’apertura del deposito.

Chi desidera accendere un conto deposito ha la possibilità di scegliere tra le molte formule presenti sul mercato e dunque tra:

  • Depositi vincolati o meno;
  • A capitalizzazione anticipata o posticipata;
  • A breve o medio-lungo termine.
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Conto deposito libero

È la tipologia di deposito che non prevede vincoli sui capitali impiegati e permette di disporne liberamente.

È certamente la soluzione più flessibile e più adatta a coloro che intendono investire, a basso rischio e senza particolari sacrifici, i propri risparmi e ottenere un buon rendimento.

Uno degli svantaggi di questa formula è il fatto che alcune banche potrebbero non garantire l’invariabilità del tasso offerto al momento della sottoscrizione. Tuttavia, questo rischio è ben compensato dal fatto che i rendimenti mediamente proposti sono ben più che modesti.

Conto deposito vincolato

Sottoscrivendo questo tipo di conto depositeremo il nostro denaro vincolandolo presso la banca.

A differenza del caso analizzato sopra, non potremo utilizzare quei capitali per un periodo, più o meno breve, pattuito alla firma del contratto.

A fronte di questa limitazione le banche offrono tassi di interesse più elevati (rispetto a quelli di un conto deposito non vincolato) e fissi (ci viene assicurato che i nostri rendimenti non subiranno variazioni).

E se, per qualsivoglia motivazione, volessimo interrompere il vincolo per riavere a disposizione i fondi impiegati? L’abbondante maggioranza delle banche prevede questa possibilità ma il procedimento potrebbero richiedere il pagamento di una penale o una riduzione degli interessi (vedi Conto Deposito FCA Bank Tempo+).

Se invece vuoi aprire un conto bancario, ti consiglio Hello Bank che oltre ad essere un’ottimo conto ha anche una promozione valida in questo momento che ti permette di ricevere 200€ di buoni amazon in omaggio.

Come scegliere il conto deposito migliore

Per compiere la scelta più efficace su quale sia il conto deposito migliore, sarà importante tenere in considerazione vari parametri:

  • La durata del vincolo, se l’accensione del deposito richiede un capitale minimo e se sì di quale ammontare;
  • La frequenza alla quale vengono remunerati gli interessi, se la capitalizzazione di quest’ultimi avviene anticipatamente o posticipatamente;
  • Eventuali condizionalità o spese aggiuntive imposte dalla banca in questione.

Soprattutto per quanto riguarda capitali vincolati, è intuitivo che la scelta debba essere ancor più accuratamente ponderata: l’impossibilità di utilizzare una determinata somma potrebbe non essere compatibile con la propria situazione finanziaria.

Tassazione conto deposito

tassazione conto deposito

Per individuare il tasso effettivo a cui avverrà la capitalizzazione degli interessi dobbiamo considerare il rendimento indicato al momento della sottoscrizione tarato per le ritenute fiscali vigenti.

I 2 principali fattori che influiscono in questa fase sono: l’imposta sugli interessi maturati e l’imposta di bollo.

La prima equivale al 26% del totale ricevuto e verrà trattenuta direttamente dalla banca che successivamente la verserà all’erario, la seconda è invece proporzionata alla somma depositata: è pari infatti allo 0,20% delle giacenze.

Se per quanto riguarda le detrazioni sugli interessi non ci sono particolari considerazioni da aggiungere, per l’imposta di bollo il discorso si fa leggermente più articolato. Vediamo di capire meglio di cosa si tratta.

Imposta di bollo

È un’imposta che ha come oggetto la trascrizione del negozio giuridico su atti, documenti e registri in forma cartacea e digitale. Dunque, rappresenta per i cittadini una prestazione obbligatoria nei confronti dello Stato. È un’imposta definita indiretta, poiché non indicizzata alla capacità contributiva dei soggetti, e cartolare, ossia riferita alla rappresentazione dell’atto.

Il suo valore, come dicevamo poco sopra, è lo 0,20% del capitale depositato ma dobbiamo operare una distinzione tra persone fisiche e non. Per i soggetti che non sono persone fisiche presenta un tetto massimo di 14.000€, non vi è invece alcun limite per quanto riguarda i soggetti fisici.

La sua determinazione è illustrata dall’Agenzia delle Entrate, in particolare con le circolari n. 48 del 2012 e n. 15 del 2013. Inoltre, nella valutazione dell’imposta di bollo è necessario tenere in conto anche alla rendicontazione prevista: due conti di uguale durata e deposito ma diversa rendicontazione (per esempio uno a remunerazione degli interessi mensile e uno a rendicontazione trimestrale) possono richiedere il pagamento di due differenti importi per l’imposta di bollo.

imposta di bollo conto deposito

Alcune banche potrebbero prevedere nei propri modelli di conto deposito l’esonero dal pagamento dell’imposta di bolla (è il caso di BancaProgetto che per tutto il 2021 garantisce ai nuovi sottoscrittori l’esenzione dal pagamento del bollo statale).

Quale prossima guida leggerai?

In questa tabella ti mostro alcuni degli articoli di questo blog che dovresti assolutamente leggere. Se il guadagnare soldi, il risparmio e gli investimenti ti interessano, ecco i migliori articoli!

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